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IL PROGETTO DEL LESBIZIO
Il crescere insieme all'interno di un gruppo, confrontare i nostri percorsi personali in un vivacissimo scambio intergenerazionale ci ha spinto a riflettere, e a discutere, da qualche tempo, su quello che può accadere nelle nostre vite di lesbiche col passare degli anni e con molta naturalezza abbiamo avvertito il desiderio di interrogarci sulla nostra realtà da anziane, più in generale sul rapporto tra lesbiche e invecchiamento.

Siamo partite col darci l'obiettivo di realizzare una residenza per lesbiche anziane, che fosse anche un luogo di trasmissione della memoria e della continuità, una casa dove poter mantenere stili di vita e di relazione, da trasmettere in eredità ad altre lesbiche.
La parola “lesbizio” con cui abbiamo nominato il nostro progetto ha avuto il senso di ribaltare il significato dell' orrendo termine ospizio trasformando un'idea di tempo e di luogo dove attendere la fine in una possibilità di continuare a scegliere e costruire le nostre vite, anche da anziane.
Si tratta di un obiettivo molto ambizioso, indubbiamente per l'impegno economico che comporta, ma anche per i numerosi ostacoli giuridici che abbiamo incontrato durante questi anni di ricerca sulla fattibilità del progetto.

Piuttosto che scoraggiarci per le difficoltà incontrate abbiamo deciso di guardarci intorno e cercare esperienze già realizzate. La nostra ricerca ci ha fatto incontrare le donne di Saphia, associazione tedesca che in 20 anni ha realizzato numerosi progetti per le lesbiche oltre i 40 anni.
Oggi guardiamo quindi con grande interesse a questa realtà in Germania, in cui si è formata, allargata e consolidata una rete di oltre 500 donne. Partite in poche decine, con la costituzione di un’Associazione con scopi culturali, passo dopo passo sono state realizzate le case di residenza comune (gestite da un’apposita Fondazione) e una struttura organizzativa che consente alle compagne tedesche di sperimentare davvero forme di crescita e sostegno comuni.
L'incontro con Saphia non ci ha soltanto consentito di ricevere nuovi stimoli e idee concrete per il nostro progetto ma rappresenta per noi la concretizzazione della pratica politica di valorizzazione e trasferimento di quanto le altre lesbiche realizzano e quindi la possibilità di tracciare una storia ...la nostra storia.

Dall'esperienza delle donne tedesche ci è risultato molto più chiaro che il lesbizio non è esclusivamente un luogo fisico, ma ancor più uno spazio simbolico, un progetto a lungo termine che riguarda globalmente il desiderio e la capacità di progettare le nostre esistenze, come singole, come coppia, come comunità di lesbiche.

Nell’identità personale, come in quella di una comunità, la presenza di “modelli”, anzi nel nostro caso come scrive Line Chamberland (Quebec) di “modelle” è fondamentale come specchio autentico e nutrimento dell’immaginario.
I codici culturali della società (eterosessista) pur non appartenendoci, esercitano con tale potenza il loro tentativo di invisibilizzare le nostre vite, da richiedere a tutte le lesbiche uno sforzo e un’attenzione costante.
Rimarchiamo, perciò, la necessità di costruire la storia con e attraverso la memoria delle altre, cercando e affermando nostri codici, riappropriandoci del linguaggio del nostro desiderio.
Per questo, prima che, altri tentino di decidere sui nostri corpi, sui nostri sentimenti, sui nostri desideri magari consegnandoci ad un destino indifferenziato, quindi eterosessuale, vogliamo occuparcene noi.

progetti in corso

Non abbiamo la pretesa di conoscere e tanto meno generalizzare i bisogni e gli stili di vita delle lesbiche anziane in Italia, possiamo, tuttavia, discutere e confrontarci su alcune questioni cercando di mettere a fuoco i possibili scenari del nostro futuro di anziane.
Nella vita delle lesbiche la sessualità, l’affettività e le conseguenti reti sociali rappresentano un riferimento identitario così forte e costitutivo da sostituire, spesso, quel riferimento legato ai ruoli familiari e sociali che accompagna, in genere, come binario obbligato l’esistenza delle donne eterosessuali.
Le amiche, le amanti, le ex amanti, i luoghi della comunità rappresentano lo specchio simbolico-e-non in cui ci guardiamo e ci ri-conosciamo: garanzia della nostra esistenza e della nostra identità.
Giusto per esemplificare se è vero che , per citare S. de Beauvoir, è sempre lo sguardo degli altri che ci rimanda alla nostra età , tra lesbiche non è affatto inconsueto il rapportarsi con le altre anche oltre le barriere anagrafiche, così come le relazioni tra partner di età molto diverse è una realtà molto più diffusa che tra donne eterosessuali.
Il nostro personale rapporto con il tempo, più che scandito da ruoli, riconoscimenti e attese sociali (figlia, moglie, madre, zia e nonna), segue traiettorie imprevedibili legate spesso più alle relazioni che al nostro corpo, più all’affettività che alla biologia.
Immaginiamo quanto di doloroso ci sia nel sottrarre ad una lesbica anziana questi riferimenti? Obbligandola alla cura della famiglia originaria o al confinamento in una “casa di riposo” in cui nulla del suo stile di vita e della sua memoria potrebbe essere riconosciuto e rispettato? Non è questa un’estraniazione violenta da sé e da un processo di costruzione identitaria che per noi non si conclude certo con la vecchiaia anagrafica?

Siamo convinte che il primo passo sia quello di allargare a quante più lesbiche possibile il dibattito su come ci pensiamo, come determiniamo davvero i nostri progetti di vita, quali modelli sociali ci condizionano al punto da non riuscire a rendere espliciti e trasmissibili modelli nuovi che ci corrispondano e che ci consentano di attingere dal più grosso patrimonio disponibile che sono le comunità già create e quelle ancora da inventare.
Se esplorassimo e nominassimo le forme sociali che già mettiamo in atto nelle singole esistenze saremmo ad un punto molto avanzato di creazione dei nostri modelli,di come intendiamo dare corpo ai nostri progetti di vita.

Ci proponiamo di promuovere una serie di incontri presso tutte le realtà lesbiche interessate per iniziare ad allargare il confronto e costruire eventuali iniziative.

Fateci sapere cosa ne pensate, se la nostra idea vi interessa, se possiamo iniziare subito a parlare e lavorare insieme!